Canone Rai seconda casa: come non pagare 2 volte

Canone Rai seconda casa: come non pagarlo 2 volte.

Spesso ci chiediamo se il canone Rai seconda casa si debba pagare 2 volte, avendo un secondo contratti di energie elettrica.

È importante sottolineare che il versamento del canone Rai è dovuto una sola volta, a prescindere dal numero di immobili e/o dal numero di televisioni di cui è proprietario il contribuente. Ma vediamo i diversi casi:
– Il canone Rai deve essere pagato una sola volta per ogni famiglia anagrafica, a prescindere dal numero di abitazioni possedute dai suoi membri, dal numero di contratti di fornitura di energia elettrica e dal numero di televisioni presenti nel (o negli) immobile/i.
– Nel caso in cui un contribuente sia, nello stesso tempo, proprietario di due case e abbia sottoscritto, per entrambe, un autonomo contratto della luce, il canone Rai si paga una sola volta.
– Nel caso in cui i proprietari delle due case siano soggetti diversi legati però da vincoli di parentela, se la residenza è la stessa il canone va pagato una sola volta, mentre se la residenza è differente il canone va pagato due volte.
– Nel caso in cui i coniugi abbiano residenza diversa, sono dovuti due autonomi pagamenti del canone Rai: uno per ciascun coniuge.
Per ulteriori informazioni contatta i professionisti di CatastoFast.

Tassa rifiuti: come scoprire se hai diritto al rimborso

Tassa rifiuti: come scoprire se hai diritto al rimborso

Da qualche settimana è ormai scoppiato il caos Tari.

Si è scoperto che molti Comuni hanno gonfiato la quota variabile dell’imposta, aumentando considerevolmente il costo per i contribuenti. Come si può scoprire se quanto pagato è la quota legittima o gonfiata?

Com’è possibile riscontrare l’errore nel calcolo?
La prima cosa da fare è recuperare il regolamento dedicato alle pertinenze della Tari. Se il Comune prevede di applicare una sola quota variabile per tutto l’immobile allora quanto corrisposto dovrebbe corrispondere a quanto effettivamente dovuto. In caso contrario si aprirebbe la strada del rimborso.
Un’ulteriore verifica può essere fatta leggendo con attenzione la propria bolletta che riporta la voce “dettaglio degli immobili“. Qui è possibile verificare il dettaglio della quota fissa (costo al m2 da moltiplicare per i metri della superficie della casa e delle pertinenze), la seconda è un’aggiunta che dipende solo dal numero di occupanti.
Una volta verificato di aver pagato più di quanto dovuto, si può richiedere il  rimborso. L’istanza di rimborso deve essere proposta, a norma dell’art. 1, comma 164, della legge 27 dicembre 2006, n. 296, entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento e deve contenere tutti i dati necessari a identificare il contribuente, l’importo versato e i dati identificativi della pertinenza che è stata computata erroneamente nel calcolo della Tari.

Fonte articolo: idealista.it

IMU, TARI e TASI: dimmi in che regione vivi e ti dirò quanto ti costano

IMU, TARI e TASI: dimmi in che regione vivi e ti dirò quanto ti costano

Le tasse comunali gravano sul nostro Paese, il tributo più rilevante risulta essere l’Imu, con un costo medio di 197 euro. Non sono, però, da meno la tassa sui rifiuti e la Tasi.
Nel 2018 i contribuenti italiani pagheranno in media 489 euro di tasse comunali, ma con rilevanti differenze a seconda del luogo in cui vivono.

Il costo dell’IMU

L’Imu è il tributo più rilevante, con un costo medio di 197 euro. Il picco massimo è in Liguria, dove arriva a 362 euro, e il minimo in Basilicata, dove si ferma a 108 euro. Ci sono poi la Toscana (236 euro), l’Emilia Romagna (234 euro), il Lazio (232 euro), il Piemonte (212 euro), la Lombardia (200 euro), il Veneto (196 euro), l’Abruzzo (181 euro), le Marche (170 euro), l’Umbria (168 euro), il Molise (159 euro), la Puglia (158 euro), la Campania (131 euro), la Calabria (115 euro).

Quanto costano i rifiuti

I rifiuti costano in media 122 euro. A spendere di più è la Toscana (161 euro), seguono il Lazio (154 euro), la Campania (142 euro), l’Emilia Romagna (139 euro), l’Abruzzo (135 euro), l’Umbria (136 euro), la Liguria (134 euro).
Sotto la media nazionale, la Puglia (119 euro), le Marche (109 euro), il Piemonte (105 euro), il Veneto (102 euro), la Basilicata (97 euro), la Calabria (96 euro), la Lombardia (95 euro), il Molise (83 euro).

Il peso della Tasi

La Tasi pesa in media per 35 euro. Al top c’è la Liguria (56 euro), poi – sopra la media nazionale – ci sono l’Emilia Romagna (43 euro), la Toscana (40 euro), la Lombardia (39 euro), il Lazio (39 euro), il Piemonte (38 euro), il Veneto (36 euro).
Si pagherà meno rispetto alla media nazionale in Umbria (31 euro), Abruzzo (31 euro), Marche (29 euro), Molise (28 euro), Puglia (25 euro), Campania (21 euro), Basilicata (19 euro) e Calabria.

A quanto ammonta l’addizionale comunale Irpef

L’addizionale comunale Irpef, infine, pesa 50 euro. Il prelievo più alto sarà in Lombardia (62 euro), poi Emilia Romagna (59 euro), Liguria (58 euro), Piemonte (57 euro), Veneto (55 euro), Toscana (54 euro), Lazio (53 euro).
Sotto la media nazionale, l’Umbria (48 euro), le Marche (48 euro), l’Abruzzo (41 euro), il Molise (36 euro), la Basilicata (36 euro), la Puglia (34 euro), la Campania (31 euro), la Calabria (30 euro).

Fonte articolo: idealista.it

Servizi catastali, da ottobre stop al pagamento in contanti allo sportello

Servizi catastali, da ottobre stop al pagamento in contanti allo sportello

Per rendere più funzionali i servizi e i costi per le operazioni di sportello, la legge di Bilancio 2017 ha disciplinato, sarà attivo dal mese di Ottobre, lo stop ai pagamenti in contanti agli sportelli del Territorio dell’Agenzia delle Entrate per i servizi catastali.

Non si potrà pagare i tributi anticipati direttamente in ufficio ma si utilizzerà il modello F24 Elide.
Il modello, oltre ai dati anagrafici e fiscali di chi effettua il pagamento, presenta un’unica sezione denominata “Erario ed altro”, con una prima riga che consente di indicare il codice dell’ufficio e il codice dell’atto al quale si riferisce il pagamento.
Le righe successive sono destinate alla compilazione dei seguenti campi: tipo di atto, elementi identificativi, codice, anno di riferimento, importi a debito versati. I nuovi codici tributo per il versamento degli importi dovuti per le operazioni di sportello sono reperibili sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Riforma del Catasto: ecco le novità

Riforma del Catasto: ecco le novità

In Italia vi sono più di 62 milioni di immobili da censire che saranno interessati dalla Riforma del Catasto.
Nasceranno 106 commissioni censuarie provinciali e una centrale con sede a Roma.
Il mutamento della riforma sarà che i valori catastali saranno calcolati sulla base dei metri quadri e non più sul numero dei vani degli immobili.
Per gli uffici, abitazioni e negozi (gruppi A, B e C ) il valore patrimoniale si incentrerà sui valori di mercato al metro quadrato, al quale verranno applicati dei coefficienti che riguarderanno le caratteristiche dell’immobile, quando è stato costruito e dove è situato.
Tutto questo non sarà applicato per gli edifici produttivi (gruppo D) dove si userà un sistema di calcolo diretto.
La rendita catastale sarà conteggiata sui redditi da locazione medi. Il valore delle locazioni al metro quadro, a cui deve essere applicata una riduzione per le spese di manutenzione e gli adeguamenti tecnici, verrà moltiplicato per la superficie e il risultato sarà il valore della rendita.